Il mito della malattia mentale è il testo più celebre dello psichiatra e filosofo Thomas Szasz, un'opera che ha segnato il dibattito internazionale sul rapporto tra medicina, libertà individuale e salute mentale. Pubblicato per la prima volta nel 1961, è un libro sconvolgente e rivoluzionario, perché propone una riflessione critica sull'uso del concetto di "malattia mentale": le malattie possono colpire soltanto il corpo, mentre molti comportamenti e conflitti umani vengono interpretati come patologie pur appartenendo alla sfera dell'esperienza personale, sociale e morale. Pur essendo un testo discusso e controverso, resta un classico del pensiero contemporaneo e una lettura fondamentale per chi si interessa di psicologia, psichiatria, filosofia, sociologia e diritti civili. È un saggio che continua a stimolare il confronto e che, dopo oltre sessant'anni dalla sua prima pubblicazione, conserva intatta la propria attualità, anche per capire in altro modo recenti vicende di cronaca.
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