Nel 1925 Paul Valéry rifletteva sulla crisi dell’intelligenza in una società sempre più dominata dalla tecnica. A un secolo di distanza, "Il governo della macchina" torna come un testo di straordinaria urgenza: la macchina, da semplice strumento, si è costituita come sistema capace di riorganizzare pensiero, potere, lavoro e relazioni. In dialogo con le inquietudini del presente, dall’automazione all’intelligenza artificiale, il volume invita a interrogare il prezzo della delega tecnologica e il rischio di un mondo governato da meccanismi opachi. Un libro breve, lucidissimo e attuale, per lettori di filosofia, teoria politica, media studies e per chiunque voglia comprendere criticamente l’impero crescente della tecnica.
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