Mentre l’Europa si avvicina alla guerra, due ragazzi a Bologna immaginano un modo diverso di costruire la pace. Elena, studentessa di scienze politiche, scopre quasi per caso il progetto dei Villaggi Sovrani: piccole comunità autosufficienti, fondate sul lavoro, sulla solidarietà e sul rispetto delle risorse del pianeta. Per Marco, il suo ragazzo, è un’utopia che non reggerebbe alla prova dei fatti. Ma quando il conflitto minaccia di travolgere anche le loro vite, discutere non basta più. Da un’intuizione nasce una proposta audace: far sorgere due villaggi, uno in Italia e uno in Russia, e unirli in un patto di fratellanza. A San Pietroburgo, Katya e Dima coltivano la stessa speranza. Il contatto fra i due gruppi apre una possibilità inattesa, ma li espone a sospetti, controlli e accuse. In un continente che si prepara a combattere, anche cercarsi può diventare un gesto proibito. Tra amore, confronto e impegno civile, Giovanni Sassoli de Bianchi racconta il coraggio di dare forma a un’idea quando tutto sembra smentirla. Un libro e un fiore diventano i simboli di una sfida che riguarda tutti: quanto può fare una persona comune per cambiare il destino che altri stanno decidendo per lei?
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