Nella Vienna del fine Settecento prende vita l’amicizia tra due uomini accomunati dal fatto di essere marginali nell’Impero asburgico: uno, Angelo Soliman, africano giunto in Europa ancora bambino come schiavo e destinato a diventare una figura di primo piano nella Vienna dei Lumi, ma mai considerato alla pari dagli europei e, infine, fatto impagliare dall’Imperatore Francesco II per essere esposto al Museo di Scienze Naturali; l’altro, Ferenc Kazinczy, il grande riformatore della lingua e della cultura ungherese, appartenente a una nazione soffocata e subordinata nel contesto imperiale e incarcerato per le sue idee nello Spielberg, la stessa fortezza destinata a diventare celebre grazie alle memorie di Silvio Pellico. A raccontare la loro storia, anni dopo, è Sophie Török, moglie di Kazinczy e custode della memoria del marito, in un’Europa che sta per voltare le spalle agli ideali dell’Illuminismo. Tra le sale della Vienna imperiale e le periferie dell’Impero asburgico, Péterfy dipinge un affresco dell’Europa nel momento in cui tenta di interrogarsi sul significato della civiltà, della libertà e dell’appartenenza.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.