Quando nel 1902 John Dewey pubblica The Child and the Curriculum, il dibattito pedagogico statunitense è polarizzato su due posizioni: c'è chi vuole la scuola centrata sul bambino e i suoi interessi spontanei e chi considera prioritarie le discipline e la loro logica interna. Dewey rifiuta questa impostazione dualista, che contrappone le pedagogie attive a quelle tradizionaliste. Il compito della scuola non è scegliere fra le due alternative, ma ricondurle a un unico processo: insegnare non significa trasmettere un sapere statico, ma rielaborare continuamente l'esperienza, permettendo al bambino di trasformare i suoi interessi immediati in una comprensione più profonda e strutturata della realtà. Pubblicato in prima edizione italiana e accompagnato da un apparato che ne ricostruisce genesi e fortuna, questo saggio anticipa interrogativi che la scuola contemporanea, tra riforme e dicotomie mai davvero superate, continua a porsi.
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