Nella Società dei Dati – in cui ci confrontiamo con la necessità di elaborare rapidamente grandi quantità di informazioni condensate in un singolo artefatto infografico – l’information designer riveste un ruolo chiave quale portatore del sapere specifico relativo al processo di progettazione e fruizione di tali contenuti. La decodifica di qualsiasi infografica appare inconsapevolmente facile – in virtù dell’uso di un linguaggio apparentemente universale e accessibile – ma esiste una dimensione infoestetica che determina un abbassamento della soglia critica di attenzione nei confronti di possibili manipolazioni di significato: anche i grafici possono mentire. La competenza storicamente deputata alla lettura di un grafico, la graphicacy, trova difficoltà oggettive nella sua applicazione e diffusione all’interno dei diversi curricula educativi. Il volume indaga il ruolo cognitivo del design dell’informazione e dei suoi artefatti attraverso la proposta, sperimentazione e validazione di una metodologia design-driven – e del relativo framework – per la formazione ed educazione all’information design.
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