Le guerre sono davvero inevitabili? Muovendo da questa domanda, nel libro si utilizzano gli strumenti della teoria dei giochi per indagare le logiche che spingono individui, Stati e coalizioni al conflitto nonostante la possibilità di un accordo. Mediante modelli come il dilemma del prigioniero, la contrattazione, la deterrenza e i giochi sequenziali, e altri ancora, il testo mostra perché soluzioni cooperative, pur efficienti, spesso falliscano. L'analisi teorica viene poi applicata a due grandi crisi contemporanee: la guerra tra Russia e Ucraina e il conflitto israelo-palestinese, lette anche alla luce delle loro radici storiche. Nella parte finale si discute il tema della pace: come finiscono le guerre, quali condizioni rendono stabile un accordo, quale ruolo possono avere istituzioni, organizzazioni internazionali, pratiche di peacebuilding e peacekeeping. Un saggio rigoroso ma accessibile, in cui si cerca qualche anticorpo per evitare i costi umani, sociali ed economici delle guerre.
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