Alla fine del Seicento ed all’inizio del secolo successivo, le “pubbliche mascherate” organizzate dall’Accademia dei Rozzi promuovono e al tempo stesso nobilitano il “brio” carnevalesco. Uno di questi spettacoli, allestito su “invenzione” di Girolamo Gigli, rivela aspetti inediti del letterato senese e quindi consente di meglio definire il suo profilo intellettuale. Nel primo Settecento, la festa che celebra l’elezione di Marco Antonio Zondadari a Gran Maestro dell’Ordine di Malta dimostra la vivacità culturale della “nazione senese” residente a Roma. Al tramonto del secolo, due innalzamenti dell’“albero della libertà” sono diversi per forma e contenuto, ma entrambi documentano i profondi mutamenti politico istituzionali intervenuti con la Rivoluzione francese anche nella città del Palio.
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