È ancora possibile, dopo dibattiti filosofici millenari, trovare il significato autentico del termine “felicità”, su cui fondare un’utopia razionale e realizzabile? Gli Stati democratici occidentali basano la propria credibilità politica su costituzioni orientate a soddisfare le aspettative di benessere dei cittadini e il libero sviluppo della persona umana. Ciononostante, le condizioni degli uomini appaiono sempre più precarie: si assiste a una crisi profonda nella tenuta del senso sociale e delle strutture istituzionali che dovrebbero dare una risposta alle esigenze esistenziali dei cittadini. Ritornare ad autori e testi classici del pensiero occidentale – da Epicuro a Leopardi – significa ripensare l’idea di “felicità” per noi uomini del terzo millennio. Introduzione di Antonio Coratti e Ivana Zuccarello.
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