La politica è chiamata ad assumere decisioni collettive e vincolanti, anche in presenza di forti conflitti sul loro contenuto. Nelle democrazie liberali, però, "decidere per decidere" non basta: coloro che esercitano il potere politico devono tradurre in politiche pubbliche le preferenze degli elettori. Un compito eccitante e faticoso, che grava principalmente sulle spalle dei partiti politici. Questo libro discute di come, dal secondo dopoguerra ad oggi, "il lavoro della politica" sia diventato più faticoso a causa di problemi globali e complessi, di costituency volatili e frammentate e di minoranze dense a difesa dello status quo. I partiti sono ancora in grado di tradurre i bisogni e gli interessi degli elettori in promesse elettorali prima, in impegni di governo poi e, infine, in scelte di policy? Per rispondere, percorreremo l'irto sentiero della responsiveness dalle preferenze degli elettori alle scelte di policy in materia di politiche sociali e del lavoro. Solo alla fine, scopriremo se la politica riesca ancora ad esercitare la sua funzione vitale, quella di decidere, o se sia ormai preda inerme e stremata, da un lato, del populismo, dall'altro, della tecnocrazia.
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