Quella tedesca è una tradizione filosofica tormentata, in perenne conflitto con se stessa e incapace di sottrarsi ai tragici destini della nazione. Come ripensare, allora, la specificità del pensiero tedesco? Cosa rimane di quella «madre pallida» evocata con dolore da Brecht, di quel luogo in cui gli slanci idealistici si infrangono contro le catastrofi della storia? “Esplorazioni tedesche” affronta questi interrogativi attraverso una lunga indagine sulla «passione tedesca» per il pensiero critico, che mette in dialogo i grandi nomi della tradizione – Kant, Fichte, Hegel, Marx, Nietzsche, Husserl – con i loro eredi novecenteschi, come Habermas e Honneth. Suddiviso in tre sezioni – una conversazione con il filosofo Thibaut Gress, un nucleo sull’idealismo tedesco e una parte finale dedicata ai suoi echi contemporanei –, il volume indaga la razionalità come filo conduttore della filosofia tedesca, mettendone in luce il potere normativo. Dall’impatto della Rivoluzione Francese sull’idealismo alla questione dell’esistenza di una filosofia postmetafisica, Jean- François Kervégan sostiene che pensare in tedesco significhi, ancora oggi, interrogare i fondamenti stessi del pensiero. Questo non implica un semplice esercizio erudito, ma anche un confronto critico e partecipe, guidato dallo sguardo di uno «spettatore impegnato» che discorre «senza concessioni ma non senza affetto» con alcune delle voci più autorevoli della filosofia occidentale.
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