Tiranno sanguinario o sovrano illuminato? In questo saggio, Gerhard Prause rilegge la figura di Erode il Grande, discostandosi dall’immagine della tradizione cristiana, che lo associa alla strage degli innocenti. Sulla scorta delle più recenti ricerche storiche e archeologiche, si delinea infatti il profilo di un politico abile e pragmatico, promotore di stabilità, sviluppo economico e imponenti opere pubbliche. Entro questo quadro, il tentativo di integrare gli Ebrei nella cultura ellenistica e nella pax romana appare come la sua intuizione più audace e insieme il suo limite maggiore, poiché Erode sottovalutò la caparbietà di un popolo che si percepiva eletto. Tuttavia, nella sfera privata il sovrano appariva fragile e inquieto: padre premuroso, era però vulnerabile agli intrighi familiari. Una figura complessa, sospesa tra leggenda nera e grandezza politica, la cui eredità continua a destare interesse.
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