Il “disordine” del titolo di questo lungo racconto dal forte impianto autobiografico è quello della vita familiare e, insieme, dell’epoca in cui questa vita borghese si inserisce: la Germania del primo dopoguerra, con un’inflazione alle stelle e una forte instabilità sociale. Ma è anche il disordine che il professor Abel Cornelius, cinquantenne – la stessa età dell’autore –, vede crescere all’interno della propria famiglia, con un figlio e una figlia già più che adolescenti e un figlio e una figlia invece ancora bambini. Ed è proprio la figlia piccola, Lorchen, di soli cinque anni, la protagonista della seconda metà del titolo, quel “dolore precoce” che la prende all’improvviso quando scopre che Max, il giovane amico dei “fratelli grandi” che l’ha fatta ballare durante la festa casalinga, non è anche lui un fratello, come invece lei sente che dovrebbe essere, quasi una premonizione per lei di ciò che sarà la subdola potenza di Eros… Uscito per la prima volta su rivista nel 1925, “Disordine e dolore precoce” resta uno dei racconti più straordinari di Thomas Mann, che ne iniziò la stesura subito dopo aver pubblicato uno dei suoi massimi capolavori, il romanzo “La montagna incantata”.
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