Un legame di profondo affetto, quasi simbiotico, lega il narratore al fedele Bauschan, un bracco di origini bastarde e di indole piuttosto rustica che ha preso il posto dell'aristocratico e nevrotico Percy e ha conquistato il padrone con la sua spontaneità e goffaggine. Il racconto trae spunto dalle passeggiate di Thomas Mann lungo le rive dell'Isar, alla periferia di Monaco. Nei quotidiani vagabondaggi, il cane introduce lo scrittore ai segreti del fiume e del bosco, gli rivela lo stretto rapporto che lega l'uomo al «giardino incantato» della natura, gli fa scoprire la solitudine e il silenzio contrapposti al fragore della città. In "Cane e padrone" (1919) la cronaca minuta si trasforma in idillio poetico, in ritratto privato dell'artista, in testimonianza di come l'amore verso le creature più umili possa riconciliare con la vita e le sue gioie più semplici.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.