La storia dei bambini italiani nati in Libia durante il periodo coloniale fascista rappresenta una pagina dimenticata della nostra storia. Questi bambini furono al centro di una massiccia operazione di propaganda, orchestrata attraverso immagini e racconti pubblicati nella rivista "Quarta Sponda", mirati a rassicurare le famiglie rimaste in Africa. La narrazione del regime descriveva una vita serena nelle colonie, fatta di giochi, studi e disciplina, ma la realtà era ben diversa. Attraverso lettere censurate e fotografie costruite, il regime promuoveva un'immagine idilliaca per giustificare il loro allontanamento prolungato dalla Libia. Tuttavia, i racconti frammentari e le memorie personali emerse successivamente, svelano una storia di separazione forzata, indottrinamento e militarizzazione precoce, vissuta da questi bambini tra le spiagge e le montagne italiane. Questa vicenda, dimenticata per lungo tempo, riemerge oggi grazie alle testimonianze e alle fotografie che ne raccontano i retroscena, restituendo un volto umano a una storia di sacrificio e propaganda.
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