Il volume esamina il legame tra Jacques Derrida e la fotografia, estendendo l’analisi anche al concetto più ampio di immagine da idea mentale a opera d’arte, mostrandola sempre attraverso un filo interpretativo. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, il percorso filosofico di Derrida ha subito una svolta dovuta proprio alla presa di coscienza del rapporto tra immagine e traccia. Le date non sono casuali, sono accaduti eventi pubblici in cui Derrida non ha più potuto esercitare il controllo sulla sua immagine fotografica, c’è stata la pubblicazione de La verità in pittura ma anche la morte del suo amico Roland Barthes. Derrida è stato il filosofo della différance e della decostruzione, alla fine della sua carriera filosofo politico e pensatore dell’animalità; da oggi, a questo percorso, si aggiunge un altro tassello fondamentale: con l’immagine come chiave interpretativa della sua opera. In ultimo, si introduce per la prima volta, a partire dai problemi dell’immagine, la questione teorico-filosofica del Loop, con le sue aperture e molteplici possibilità.
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