Che cos'è un confine? Spesso lo immaginiamo come una linea netta tracciata dalla storia e dalla politica, ma per chi lo vive è una realtà "friabile", un luogo dove le identità si mescolano e, talvolta, si scontrano. In questo saggio, Giovanni Tesio — critico e studioso di chiara fama — ci guida lungo la frontiera orientale d'Italia, usando la letteratura come una bussola per orientarci tra i traumi e le speranze di terre profondamente martoriate. Il volume esplora i microcosmi di Gorizia e Trieste, spingendosi fino all'Istria e alla Dalmazia. Attraverso un'analisi colta ma non distaccata, Tesio ridà voce ai grandi testimoni del confine: dal patriottismo lirico di Biagio Marin alla strenua resistenza di Boris Pahor, dalle radici plurilingui di Carolus Cergoly alle narrazioni epiche di Fulvio Tomizza ed Enzo Bettiza. Arricchito da un'intervista inedita a Pahor e dai racconti di chi, come Nelida Milani e Ligio Zanini, ha vissuto il dramma di restare in una patria che cambiava volto, questo libro non è solo un resoconto critico, ma un atto di giustizia verso chi si è trovato a essere "esule in casa propria". Un testo necessario per capire come la geografia possa unire ciò che la politica ha diviso.
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