Con D’oro d’argento d’ombra siamo di fronte alla più vasta e profonda riflessione compiuta da Edith Dzieduszycka sul tema misterioso del tempo. Ci introducono al libro le due citazioni collocate in epigrafe, rispettivamente tratte da Fernando Pessoa e da Tadeusz Różewicz, delle quali va subito notato il carattere di marcata specificità novecentesca. Pessoa è sicuramente un monumento di ineguagliata grandezza della Poesia europea, che ispirò l’intero secondo Novecento, con un anticipo di svariati decenni, essendo morto nel 1938. Tadeusz Różewicz, poeta e drammaturgo polacco, devastato dall’esperienza tragica della Seconda Guerra mondiale, si portò dentro il “vizio di scrivere poesie” quasi come una colpa inspiegabile agli occhi di chi aveva vissuto in epoca contemporanea agli orrori di Auschwitz-Birkenau, la “fabbrica della morte”.
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