Firenze, aprile 1554. Sotto il governo del Duca Cosimo I de’ Medici, la città è immersa nello splendore delle arti. Tra le botteghe più rinomate, vi è quella della famiglia orafa dei Rinaldeschi, che da generazioni lavora con straordinaria abilità e maestria pietre preziose, oro e argento. All’improvviso, la serena quiete dei fiorentini è scossa da un evento terribile: l’assassinio di Caterina. La giovane figlia dell’oste di Via Por Santa Maria viene ritrovata esanime sul lastricato freddo di un vicolo. La ragazza è stata strangolata e mutilata della mano sinistra, ma da subito si nota il dettaglio più agghiacciante: le sue labbra sono cosparse di una polvere rossa di cui nessuno conosce la natura. La paura si diffonderà rapidamente in città, nell’inquieta attesa che vengano dati un nome e un volto a chi ha commesso una tale atrocità. Nel cuore pulsante del Rinascimento la scienza e la deduzione, la fede e l’intangibile cammineranno tanto vicini da sfiorarsi. E il duale tragitto di morte e vita sfiderà la mente e scruterà gli abissi dell’anima.
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