Nel 1959, in una trasmissione culturale della radio pubblica francese, Claude Lévi-Strauss, ormai all'apice della sua fama, accetta di confrontarsi a tutto campo con Georges Charbonnier, giornalista e uomo di lettere. Ne emerge un incalzante dialogo che in punta di fioretto ci introduce alle intuizioni più affilate e dirompenti di quello che è considerato il fondatore dell'antropologia strutturalista: il pensiero selvaggio, la critica all'etnocentrismo, al mito del progresso e al falso primato della società occidentale, la distinzione fra società «calde» e «fredde», il ruolo della scrittura come strumento di potere. Ma è soprattutto l'arte a fare da protagonista in queste pagine, mettendo a confronto il suo ruolo nelle società dette «primitive », dove è espressione di un linguaggio collettivo, con il suo ruolo nelle società «moderne», dove prevale l'individualizzazione e la possessività. Una cavalcata nel rigoroso pensiero di Lévi-Strauss che attraverso continue incursioni lo riesce a cogliere e a restituire in tutte le sue implicazioni.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.