Il titolo del libro fa riferimento al fatto che, almeno per i primi tre dei quattro testi teatrali raccolti in questo volume, il significato della commedia va oltre quella che sembra essere l'impostazione generale dell'opera. Così, ad esempio, in "Chi abitava in quell'appartamento?" la trama gialla serve solo per ribadire l'importanza delle relazioni umane (senza le quali la vita è una "non vita"). In "Dov'è finito l'assassino?" l'uccisione di un regista ad opera di un giovane drammaturgo messo alla porta offre lo spunto per un finale a sorpresa di tipo pirandelliano. I "Copioni non scritti" è impostata come un racconto di fantascienza ma, in realtà, è una denuncia di quella finzione continua che è, in fondo la nostra vita di tutti i giorni. "Credevamo" (che, per la verità, dovrebbe essere definito un vero e proprio dramma, più che una commedia) è l'unica "diretta", senza significati nascosti: vi si descrivono i possibili scenari (scontri tra fazioni di favorevoli e contrari) e le drammatiche conseguenze (innocenti condannati ad una fine orribile da un accavallarsi fortuito di gravi indizi) che potrebbero derivare dall'eventuale introduzione della pena di morte nel nostro paese.
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