La morte improvvisa di Ida scatena nell’interiorità di Anna un varco temporale ed emotivo inaspettato. I vari livelli di passato si intersecano dentro di lei, mentre il presente scorre lentamente attraverso il fluire delle stagioni. Fra i vari gradi del passato di Anna ce n’è uno in primo piano che aggiunge un ulteriore prima e dopo lungo il racconto: la vita con Dino e la piccola Viola e quella successiva, dopo la separazione. I personaggi maggiori e minori, che ruotano intorno ad Anna, restano a lei ancorati dentro le storie, i ricordi e gli stretti legami affettivi, tutti impliciti nella cornice tipica del paesaggio toscano, descritto nella sua lussureggiante bellezza, in lungo ed in largo, staccandosi dalla terra ferma fino ad approdare all’Isola d’Elba. Vera protagonista di questo racconto è la memoria che diviene quasi mitologica, composta da echi, segni ed infinitesimali abitudini, attraverso cui è costruita la regia dei personaggi, mentre il profondo legame con Ida, a cui Anna si rivolge come in forma di dialogo, pagina dopo pagina, si conferma e trova il modo di raggiungerla attraverso fugaci segnali che si manifestano segretamente nella natura. (...)
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