Senza alcuna pretesa di fare letteratura o di scrivere chissà quale opera, queste pagine hanno solo lo scopo di tramandare quello che è stato un pezzo di storia di Bagnara. Quella intorno al 1950/60 raccontandone la vita, i modi e le usanze della gente che l'ha vissuta. Lo scopo prefissato da Enzo Tripodi è quello di percorrere le fasi più importanti rimaste impresse nella memoria di coloro che quell'epoca l'hanno vissuta. Associare tutte le annotazioni raccolte in decine di diari gelosamente custoditi negli anni, anche se una parte importante spetta alle immagini che fanno da filo conduttore a una Bagnara attiva e ingegnosa che fino a prima dell'avvento dei motori viveva solo della pesca e del lavoro delle sporte che coinvolgeva tutta la famiglia. Questo scritto vuole interpretare il concetto di visione del passato, non come puro e semplice ricordo cadendo in inutili nostalgie, bensì come analisi critica e costruttiva di un mondo che, anche se non esiste più, è stato un cardine della vita di Bagnara dal quale gli abitanti hanno ereditato usi e costumi che formano il DNA della cittadina.
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