Citra
    Libro

    Citra

    Curatore
    Alberto Jori
    Editore
    SE
    Collana
    Testi e documenti
    Data di pubblicazione
    28 aprile 2026
    Lingua
    Italiano
    Premessa
    Giovanni Pasetti
    Contributi
    Maria Grazia Bettini
    Pagine
    168
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9791257500320
    22,00 €
    IVA inclusa

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    Sinossi

    "Citrāṅgadā di Rabīndranāth Tagore non è un dramma sentimentale nel senso corrente del termine, né una semplice rielaborazione mitologica. È piuttosto un’opera che mette in scena, con straordinaria lucidità poetica, il problema dell’identità umana nella sua dimensione più concreta: l’identità incarnata. La questione centrale con cui si confronta la protagonista non è «chi amo?», bensì «chi sono io quando vengo amata?» – e soprattutto «per che cosa vengo amata?». In questo «dramma lirico», come lo definisce lo stesso Tagore, una figura che nel Mahābhārata aveva un ruolo marginale ed episodico viene proiettata al centro della scena. Si compie così uno spostamento decisivo: dall’epica degli eventi esteriori e dalla sensibilità eroica all’interiorità. Tagore non narra un episodio: indaga una trasformazione ontologica, il costituirsi dell’io come identità intrinsecamente dialettica. Citrā appare fin dall’inizio come figura tragica di un conflitto identitario. Nasce infatti in una condizione liminale: donna educata come uomo, principessa guerriera in un mondo che assegna ruoli rigidi ai sessi. Il suo corpo è sin dall’origine un corpo «non conforme», non perché deviante, ma perché eccedente rispetto alle categorie disponibili. Tagore evita ogni semplificazione: questa condizione è presentata non come una mancanza da colmare, bensì come una tensione originaria, gravida di possibilità e insieme di sofferenza. Il dramma prende forma quando tale tensione, invece di essere abitata e riconosciuta, viene apparentemente «risolta» attraverso la metamorfosi magica. Ma la soluzione si rivela ben presto la sorgente di un problema più radicale." (Dallo scritto di Alberto Jori). Con una presentazione di Giovanni Pasetti e uno scritto di Maria Grazia Bettini.

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