La definizione del tempo e dello spazio costituisce il centro attorno cui ruota l’intero corso della filosofia e della fisica occidentale. Con l’avvento della logica modale, alla fine del XIX sec., la fenomenologia ne ha ridotto la definizione a termini allegorici, spingendosi ai limiti del paradossale. Nella filosofia di Heidegger, la percezione soggettiva del tempo risolve la prescrizione delfica e determina una sorta di immedesimazione del filosofo nell’ente, tale dal giustificare una pretesa di validità universale della visione del mondo speculativa. In questo senso, anche l’elaborazione dell’heideggerismo secondo Gadamer, nonostante non rivendichi gli elementi messianici caratterizzanti invece le teorie materialiste di Benjamin.
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