Proudhon pubblica nel 1840 questo saggio nel quale espone la tesi secondo la quale la “proprietà privata è un furto”, (la proprietà dei mezzi di produzione) in quanto il proprietario di un'impresa acquisisce un profitto appropriandosi del valore del lavoro collettivo degli operai il cui salario non corrisponde al valore delle merci prodotte. La proprietà è un furto non perché sia frutto di appropriazione violenta, bensì chi la detiene ne fa uso a proprio vantaggio e a danno della collettività. Proudhon propone la sostituzione della proprietà con il possesso, garantendo così ai lavoratori di lavorare come in una organizzazione di liberi associati in grado di generare plusvalore. All'interno - come in tutti i volumi Fermento - gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.
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