La famiglia, spesso, è il campo minimo di piccole guerre quotidiane. Ne emergono frustrazioni, desideri, accomodamenti, sacrifici, rinunce e mille altre classifiche possibili. Cena di Enrico Magni s'immerge in questo meccanismo ed evidenzia una polarizzazione di punti di vista che, in linea di massima, conducono alle due figure principali dell'opera teatrale: l'anziano padre e l'anziana madre. Nelle dinamiche di tali personaggi, e dei loro figli, però, la riflessione più importante, ma anche il punto di maggiore incomunicabilità, è costituita dalla mancanza di libertà. E niente vieta che il suo desiderio possa, in certo qual modo, essere esaudito dall'immaginazione o dalla follia.
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