“Fascista non è solo chi fa un’opera col fascio in mano”, questa una delle lamentele che quotidianamente legge Attilio, assistente del segretario del sindacato fascista di belle arti, che sopporta tutto per essere inviato a Parigi per l’Expo. Lella è una giovane tennista che non si fa coinvolgere dallo spirito del tempo e rifiuta il destino di madre e moglie, ma non quello di sorella. 1936, Masetti è primo portiere della Roma, la Lazio è in lotta per il campionato, il piccone fa sparire parti della città e la polizia segreta è impegnata nel reprimere ogni dissenso. Un romanzo a più voci che accompagna la storia della società e dell’arte nell’Italia fascista, dove si va avanti, malgrado tutto.
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