Il compleanno è un momento privilegiato per far festa. Significa ricevere doni, incontrarsi con gli amici, essere festeggiati e imparare a festeggiarsi. E allora, perché si dovrebbe avere bisogno di «auto-aiuto» in tale gioiosa occasione? Perché la realtà è che i compleanni non sono sempre un lieto evento, una «festa» meravigliosa. Spesso sono pervasi da una certa malinconia. Specialmente allo scadere di un decennio o in un altro passaggio significativo della vita, i compleanni ci ricordano sommessamente attività non portate a termine, quanto cammino rimane da percorrere, quanto poco tempo resta per essere e fare ciò che desideriamo. Ci costringono a confrontarci con l'età che avanza. Gli auguri che riceviamo esprimono battute spiritose sulle rughe e sulla diminuzione delle energie, mentre aumenta il numero delle candeline sulla torta. E se non riceviamo auguri, se nessuno si ricorda di noi, ci sentiamo dimenticati anche quando noi stessi non siamo così sicuri di voler ricordare questa giornata. "Buon compleanno" va oltre il luogo comune di utilizzare il compleanno per riflettere, per confermare il proprio valore, per dare una spinta alla propria crescita. Vuole aiutare invece a prendere coscienza delle proprie delusioni e dispiaceri e apprezzare quanto cammino si è compiuto e quanto si può ancora progettare per il futuro.
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