2614. Udùl Treocchi cammina nella tundra. Passo veloce. Sotto le piante dei piedi ha uno strato di terra rossa che li protegge. Passa su sterpi e rovi, si arrampica su avvallamenti di roccia grigia e guarda la larga tundra spoglia intorno, neanche un albero fino all'orizzonte, l'ideale. Perché è finita? È la domanda che lo tormenta da quando ha incontrato il cervo. Udùl è uno sciamano. Lo chiamano Treocchi perché ha un occhio di cervo sulla fronte che si è messo per vederci meglio. Un corpo da lottatore e una sensibilità da poeta. È un uomo curioso, vuole sapere, vuole racconti. Tempo prima, dopo aver ascoltato le storie di tutti quelli del suo gruppo, se n'era andato in giro da solo, cercando di parlare con gli animali e si dice ci fosse riuscito. Un cervo gli aveva raccontato che tanto, tanto tempo prima, le piante non erano mortali, tutti le mangiavano e il mondo era molto diverso. Ma diverso come? E soprattutto, com'era finita? Perché?
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