Il volume raccoglie lavori scritti dall’autrice nel corso di 40 anni sull’autismo e sulle svariate forme in cui esso si presenta, in riferimento alla molteplicità di forme del cosiddetto “spettro autistico”, ma anche “dintorni” perché in questi lavori lo sguardo si allarga a una particolare tematica associata al caso clinico descritto: la difficoltà di masticazione, l’uso “autistico” del computer e dei videogiochi, il problema dell’integrazione del Sé corporeo, l’ipotesi, avanzata negli anni ’80 di un deficit metacognitivo nell’eziologia dell’autismo, l’importanza dello sguardo degli altri nel costituire un ambiente persecutorio per i genitori. I lavori testimoniano i cambiamenti intervenuti dai primi anni ’70 ad oggi sulla visione di questa problematica: dal collocare il disturbo nel quadro della psicosi autistico-simbiotica negli anni ’70-’80, all’ipotesi del deficit metacognitivo introdotta negli anni ’80-’90 a quella del funzionamento neurodivergente che prevale oggi. L’autrice ipotizza che gli aspetti tipici del funzionamento neurodivergente influenzino il rapporto affettivo mamma-bambino in un circolo vizioso di malintendimenti reciproci vissuti come dolorosi rifiuti.
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