Sarajevo 1985. Goran, ingegnere, e Olga, medico, diventano genitori di Zlata. L’assedio del ’92 costringe Goran a fingersi cecchino per proteggere i propri affetti e Olga in corsia, testimone del dolore di una città isolata. Milano 1994. Margherita, fotoreporter, e Guido, vice commissario, accolgono Zlata in un programma di affido internazionale al quale collabora Marta, esponente dell’Organizzazione che ha visto Gino Strada a Sarajevo come chirurgo di guerra. Marta e Margherita assumeranno un ruolo determinante nella vita di Zlata, mentre Olga sarà colta da un dramma che trascina il lettore in un turbinio di emozioni. La storia di una bambina alla quale è stata rubata l’infanzia in un romanzo di salvezza che restituisce la possibilità di sperare in una rinascita, come in un aprile prodigo di promesse.
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