1970. Quando Elena Domizi, fotografa, torna sul Delta del Po per riconoscere il corpo del padre Arlo, documentarista d’inchiesta ostinato e solitario, non immagina che quel gesto la costringerà a riaprire ferite mai chiuse e ad affrontare un sistema che trasforma il silenzio in sopravvivenza. In un paesaggio avvolto nella nebbia, tra baracche di pescatori abbandonate, reti da pesca tagliate e parole non dette, si muove un traffico internazionale di caviale illegale, protetto da un sipario invisibile di connivenze e omertà. Insieme ad Andrea, ex-carabiniere e ora investigatore privato, Elena inizia a risalire una china di fango, ricatti e memoria, dove ogni passo rischia di essere l’ultimo.
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