Intellettuale versato in molteplici campi espressivi, dalla letteratura alla pittura, dall’architettura alla poesia, nonché ideologo ed esponente di spicco dell’autonomismo e indipendentismo sardo, Antonio Simon Mossa ha coltivato, fin dall’infanzia, un grande interesse per il cinema e, negli anni della sua formazione universitaria, si è cimentato dapprima come critico cinematografico e poi come soggettista, sceneggiatore e regista, lavorando, a volte anche in collaborazione con altri documentaristi come Fiorenzo Serra, alla realizzazione di cinegiornali e film sperimentali e di soggetti e sceneggiature. Una precoce ma prolungata esperienza nel mondo del cinema, la sua, finora mai emersa negli studi dedicati alla sua complessa e articolata attività, che Nadia Rondello ha ricostruito per la prima volta attraverso un rigoroso scavo in migliaia di carte originali e inedite dell’autore che, tra diari, lettere, soggetti, sceneggiature, bozzetti, note di regia e di montaggio, fotografie di scena e un manuale di critica cinematografica, sono ora conservate presso la Cineteca Sarda Società Umanitaria
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