Nel cuore della Seconda guerra mondiale, un padre viene strappato alla sua famiglia. Giuseppe Parrà “Pinot”, prigioniero politico, viene deportato a Mauthausen, dove morirà, lasciando dietro di sé il vuoto incolmabile della sua assenza. Ma questa non è solo la sua storia. È, soprattutto, quella di Angela, sua figlia adolescente, costretta a crescere nell’ombra di un dolore troppo grande, in un’Italia di provincia, ferita, spezzata nella sua quotidianità. Attraverso le sue paure, il suo silenzio e il coraggio, ma, anche, la difficoltà di andare avanti, Angela diventa il filo conduttore di una memoria che non può essere dimenticata. Il suo sguardo di ragazza, segnato dalla guerra, ci accompagna in un viaggio di perdita, resilienza e amore incancellabile. Una elegia dolorosa conclude la sua vicenda umana e il libro. Sullo sfondo, da una parte il campo di concentramento in tutto il suo orrore e dall’altra la Resistenza dei partigiani e della popolazione civile. Il prologo e l’epilogo ci portano alla oscura attualità di questi giorni. Questa è anche la storia di chi resta. Di chi, nonostante tutto, continua a vivere e a ricordare.
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