«Tutto ciò che faccio è derivazione del verso...» sono due le ipostasi dell'autrice: poetica e prosaica. La sua prosa possiede una particolare laconicità, che si raggiunge anche attraverso l'esperienza dell'immagine poetica, più concentrata, più densa di significati. Elena Skulskaja pensa in metafore, che hanno una esattezza sorprendente: «Gli alberi coi rami alzati per l'elemosina», «gli occhi-uccellini hanno spalancato i becchi delle pupille». È una prosa, suggestiva come la poesia. Nello spazio della narrazione sa trovare il punto esatto, dal quale il lettore vede meglio quel lato spaventoso, o buffo, o recondito, o disperato, che la vita apporta nelle sorti dei protagonisti (Paolo Galvagni).
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