I due studi qui raccolti sondano lo spessore storico di ciò che noi chiamiamo sensibilità e che i greci indicavano col termine aisthesis, matrice lessicale dell’estetica. Il primo ne ripercorre lo sviluppo nel pensiero antico e nel cristianesimo orientale. Il secondo si sofferma sulla nascita dell’estetica nel mondo accademico tedesco del Settecento, mostrando come la nuova disciplina, figlia del secolo dei Lumi, si accompagni a un sommovimento valoriale non privo di implicazioni religiose. Concepite in modo speculare, le due parti mettono in luce parentele più o meno profonde tra concezioni antiche e declinazioni moderne del sentire, delineando una storia densa di rimandi, segnata da momenti di discontinuità ma anche da persistenze millenarie.
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