Abelardo. Dialettica e mistero
    Libro

    Abelardo. Dialettica e mistero

    Traduttore
    Filadelfo Ferri
    Prefazione
    Marco Rossini
    Editore
    Jaca Book
    Collana
    Biblioteca di cultura medievale
    Data di pubblicazione
    21 agosto 2026
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    144
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788816418981
    14,00 €
    IVA inclusa

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    Sinossi

    Sembra che Pietro Abelardo per primo abbia impiegato il termine «teologia» nel senso di una sistematica delle realtà divine, inaugurando un genere di lavoro diverso sia da quello di «glossatori» come Anselmo di Laon sia da quello dell'esegesi «mistico-spirituale» di «Nessuno studioso ha mostrato la complessità e la sottigliezza del pensiero di Abelardo meglio di Jolivet» (John Marenbon). Una biografia avventurosa, nella vita e nel pensiero, è il tratto distintivo della figura di Pietro Abelardo (1079-1142). La relazione contrastata con Eloisa, le polemiche e condanne che ne segnarono la parabola intellettuale hanno spesso offuscato il giudizio sull’opera, appiattendola sugli elementi di novità e di critica alla tradizione e impedendone così un’analisi rigorosa e non ideologica. È contro queste tendenze che si muove Jolivet: la sua ricostruzione offre una panoramica sintetica e autorevole che è al contempo indicazione di metodo ma anche restituzione della solida coerenza della teologia abelardiana. L’analisi è strutturata per opere e non per temi: come spiega l’Avvertenza metodologica, la successione cronologica degli scritti fu il modo tramite il quale i contemporanei conobbero il pensiero del Magister Palatinus, e che Jolivet ripropone ai lettori di oggi. Si va quindi dalla Theologia Summi Boni, oggetto di particolare attenzione in quanto modello in nuce dell’impianto abelardiano, alla Theologia Christiana e alla Theologia Scholarium, fino alle altre opere fondamentali come il Sic et non, l’Etica e il Dialogo, con un capitolo di chiusura sulle condanne. Ne emergono in filigrana tutti i temi portanti dell’opera di Abelardo, dall’uso della dialettica in teologia all’etica dell’intenzione. La nuova Prefazione di Marco Rossini individua i punti di forza della lettura di Jolivet e ne restituisce il significato nel confronto con gli studi più recenti.di Clairvaux. «Bisogna affermare solo ciò che si comprende: a nulla si può credere senza averlo compreso». Sono le sue stesse parole che definiscono l'intento e lo spirito della sua ricerca, ma che debbono essere adeguatamente interpretate, per non trasformare Abelardo in un anacronistico «razionalista». La sua opera – come mostra Jolivet – si concentra principalmente sulla spiegazione delle formule della fede, a mettere in luce come gli enunciati del dogma non implicando contraddizione non siano contrari alla ragione: ne deriva una teologia all'insegna della «semantica» e della «dialettica», destinata a far discutere e a inquietare gli spiriti allergici ai tecnicismi delle applicazioni grammaticali e logiche al mistero divino.

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