La tradizione dei cantastorie, che nell'incontro tra Otello Profazio e Ignazio Buttitta ha avuto uno dei suoi momenti più emblematici, rivive nella voce e nell'interpretazione di Peppe Voltarelli, animando la rappresentazione dolente e stralunata di un meridione eternamente eguale a se stesso. Le grida di un'indignazione civile, impossibile a placarsi nel lamento compassionevole e nell'autocommiserazione pietosa, si levano alte nel dispiegarsi di un'amara ironia, per cantare ancora le ferite sanguinolente della storia, il flagello della mafia, il dramma dell'emigrazione, la desolazione di periferie abbandonate. La Calabria diventa così metafora di una condizione esistenziale che le opere artistiche di Anna e Rosaria Corcione esaltano magnificamente, rendendo a loro volta omaggio a un altro grande di quella terra, Mimmo Rotella. Attestazione di un simbolico passaggio di consegne, libro e CD agitano temi di sorprendente attualità, declinando - in musica e in prosa - la consapevolezza e l'orgoglio di essere periferia che, in un panorama di tediosa uniformità, è un diritto da rivendicare e un valore da salvaguardare.
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