Mercurio come gallo, Mercurio come manichino in una vetrina, Mercurio come dio indicatore, Mercurio quotidiano metafisico affabile e imprendibile, dio della leggerezza e degli scambi, un po’ bugiardo, intermediario tra gli dei e gli uomini. In questa raccolta di prose immaginative il lettore troverà al suo meglio l’arte metamorfica di Alberto Savinio; e vedrà apparire il dio prediletto dello scrittore come in un diario paradossale dove al tempo è concessa l’arte dell’andirivieni. D’altronde l’incontro tra Mercurio e Savinio non poteva non prodursi, visto che, come scrisse Giorgio Manganelli, era difficile non considerare lo scrittore nato in Grecia «una delle forme umane di Mercurio... uno di quegli esseri ignari di fine e di addio che in luoghi incolti si esercitano con le frecce, con il flauto, con il Gioco». Illustrazioni: Sono parte integrante dei testi alcuni disegni di Alberto Savinio, per i quali si ringrazia l’Associazione Archivio Alberto Savinio. Introduzione di Silvio Perrella.
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