C'è chi intraprende spostamenti verso punti remoti del pianeta per pura curiosità, come c'è chi lo fa spinto da esigenze di lavoro, da dovere scientifico, per riaffermare una convinzione religiosa, per entrare in contatto con culture esotiche, per affrontare una sfida sportiva, per misurarsi con il senso di avventura o semplicemente per situare in uno scenario di bellezza paesaggistica i momenti d'ozio. L'industria editoriale si è da sempre sintonizzata con ognuna di queste esigenze dando alle stampe libri di viaggi, riviste specializzate e guide che rispondono anzitutto a un obiettivo di tipo informativo. Testi di natura schiettamente divulgativa convivono, tuttavia, con generi che prendendo le mosse anche dall'esigenza di orientare le scelte e di stimolare il lettore a intraprendere un viaggio fondando le istanze descrittive con quelle argomentative, in un amalgama di grande interesse sotto il profilo dell'analisi del discorso. È anche grazie alla parola dunque che è possibile viaggiare; e alle caratteristiche di queste realtà testuali si è concentrato il lavoro dei membri del Programma di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale "Il linguaggio della comunicazione turistica spagnolo-italiano. Aspetti lessicali, pragmatici e interculturali" che in questo volume presentano alcuni dei risultati di tale ricerca.
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