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    Urban marginalia. Ediz. illustrata

    Riferimento: 9788849887006

    Editore: Rubbettino
    EAN: 9788849887006
    isbook: 1
    Autore: Barison Marcello, Petrò Alberto
    Collana: Varia
    In commercio dal: 14 Aprile 2026
    Pagine: 224
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    I Marginalia sono sottili rarità che si trovano al margine dei manoscritti medievali, per lo più dei codici. Nella storia del libro il margine dei codici occupa un luogo anomalo, ma molto importante. È il margine del testo dell'amanuense che, con le sue prodezze decorative, rende più accettabili i testi sacri al centro. Similmente, nel territorio urbano si trovano situazioni periferiche ai margini della visione, elementi che passano inosservati perché abituati ad esistere come apparenti anomalie di sistema. Si tratta di interruzioni, intermittenze, sconnessioni che decompongono la struttura urbana interferendo inconsciamente con la visione che si ha di essa, immersi nel sovrappensiero quotidiano. Questi errori apparenti, che pare prendano vita creando accostamenti in dialogo col preesistente, sono il riflesso dei loro abitanti: misteriosi sibili che flettono maglie metalliche, sventrano una veneziana o si infiltrano tra le fessure murarie; una colonna che scimmiotta un certo stile neoclassico compare abusivamente su un terrazzo illuminandolo, una barca è parcheggiata in una piazzetta dopo uno tsunami mai avvenuto, un palazzo tagliato in due da un'enorme sega circolare mostra la sua ferita ancora viva, l'asportazione di mattoni rivela un passato recente ma intrigante, un cuscino adorna a mo' di sportello provvisorio o definitivo un contatore dell'acqua, due borsine di plastica appese ad un cancello danzano sincronizzate, un guardrail accartocciato in seguito a un incidente si trasforma in un'elegante scultura. Lo spazio urbano rivela tutto dell'uomo e del suo esaurirsi: il lento sgretolamento di muri e il consumarsi dell'asfalto, l'accavallarsi di stili che nel tempo si confondono, soluzioni che diventano espressione intrinseca di un luogo e del suo essere vissuto. Questi goffi rattoppi e grottesche cuciture, che si inseriscono nell'ambiente in maniera naturale, come collante tra gli elementi, sono punti di riferimento necessari, fondamentali a mantenere in equilibrio la struttura vivente e il carattere della città. Con il procedere del processo di secolarizzazione, lo spazio urbano appare sempre più autonomo e capace di evolversi da sé, come se fosse in grado di autoprodursi. Si potrebbe sospettare che abbia una propria espressività, quasi si compiaccia della sua esistenza. Il risultato è un catalogo di immagini, frutto di una visione periferica, in cui la fotografia diventa uno strumento per scoprire ed esaltare il valore estetico di questi spazi trascurati, elevandoli a monumenti. Ciò che emerge è un minimo comune denominatore visivo che ha in sé la linfa di un'urbanità globale in cui i luoghi si confondono e sono privi di un'identità geografica definibile. Tutto sembra trasformarsi in un'unica grande città, dove i margini, come nei manoscritti medievali, occupano una posizione anomala, eppure forse proprio per questo tanto più decisiva. (Alberto Petrò)
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