La storia, ci hanno abituato a ripetere, non si fa con i "se" e con i "ma". E in questi ultimi due anni di iperrazionalismo scientifico, sembra che ogni dubbio, ogni narrazione alternativa, debba essere sempre messa a tacere. Tuttavia, è difficile imbrigliare la mente dei romanzieri e delle romanziere. Perché il romanzo è l'arte del dubbio, dell'impossibile, dell'inimmaginabile. Soprattutto nel secolo breve, ma anche, come sembra, nei primi decenni del secolo nuovo... Diego Gabutti, sempre attento osservatore dei fenomeni culturali contemporanei, ha per questo messo insieme una raccolta di suoi articoli, pubblicati in più luoghi e nel corso di più anni, nei quali si era dedicato all'analisi di un genere apparentemente simile a fantascienza e affini: l'ucronia. La storia fatta con i "se" e con i "ma," appunto, ma variegata, ricca di suggestioni e di esiti inaspettati. Perché la realtà, a volte, per essere interpretata, ha bisogno di fantasia, oltre che di rigidi schemi scientifici, e l'arte di immaginare cosa sarebbe successo se Napoleone non avesse perso a Waterloo, se i Tedeschi fossero sbarcati sulle coste inglesi, se i Russi avessero vinto la guerra fredda, a volte è una tentazione troppo forte... Ucronòmicon è il primo volume di una collana dedicata a questo particolarissimo genere letterario, che comprenderà saggi, romanzi, traduzioni, raccolte di racconti... ovunque e quantunque nell'universo. Prefazione di Roberto Barbellini.
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