Tra le montagne del Trentino e del Veneto, il Novecento irrompe nelle vite di uomini e donne chiamati a misurarsi con guerre, migrazioni, povertà e trasformazioni destinate a cambiare per sempre il paesaggio e le comunità. Quattro racconti seguono personaggi sospesi tra il bisogno di partire e il desiderio di appartenere: Martino, scalpellino impegnato nella costruzione di una strada che minaccia l’antico equilibrio della valle; Ines, giovane sfollata al servizio della seconda linea sul Pasubio; Aleksandra, arrivata dalla Russia in un paese di montagna dove prova a mettere nuove radici; Aurelia, che negli antichi riti carnevaleschi cerca una promessa di rinascita. Attraverso vicende autonome ma unite dal medesimo paesaggio umano, la raccolta racconta la montagna come luogo dinamico, vivo: case, terrazzamenti, boschi, strade e confini compongono una geografia della memoria in cui il tempo degli uomini si confronta con quello più lento delle sue stagioni. Ne emerge un affresco corale sulle radici, sul lavoro e sulla possibilità di ricominciare, anche quando farlo sembra davvero difficile.
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