La filosofia di Deleuze come un teatro fatto di maschere e simulacri, di doppi incerti e di soggetti larvali in metamorfosi, solcati da un’incrinatura. Al grido di “Rovesciare il platonismo”, Deleuze dipana tutta un’altra metafisica, una metafisica dell’evento incorporeo e del fantasma: una fantasma-fisica. Secondo Foucault, che qui ne fornisce una lettura intensiva e fortemente simpatetica, la grandezza di Deleuze risiede nell’aver saputo riproporre la domanda “Che cosa significa pensare?” al di fuori delle coordinate classiche della rappresentazione, definendo Differenza e Ripetizione come categorie dell’avvenire: “E quando il caso, il teatro e la perversione entrano in risonanza, quando il caso vuole che fra i tre ci sia una simile risonanza, allora il pensiero è una transe; e vale la pena di pensare”.
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