Tetti. Ediz. illustrata
    Libro

    Tetti. Ediz. illustrata

    Curatore
    Andrea Bocco
    Editore
    Quodlibet
    Collana
    Habitat
    Data di pubblicazione
    6 luglio 2017
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    440
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788822900333
    28,00 €
    IVA inclusa

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    Sinossi

    «I problemi della casa non riguardano solo i poveri. Vogliamo proporre soluzioni interessanti per tutte le società. Ma poiché dobbiamo stabilire delle priorità, abbiamo privilegiato le tecniche accessibili alle persone più povere». Dopo una lunghissima gestazione, vede finalmente la luce “Tetti”. Scritto a partire dagli anni Settanta, raccoglie informazioni pratiche (testate per l'Unesco dall'autore stesso) sulla costruzione di tetti e ripari, che intendevano venire incontro alle esigenze materiali dei poveri nei Paesi del Terzo mondo. Si tratta di un'opera strutturata in modo composito, poiché costituita di manuali scritti autonomamente l'uno dall'altro, e felicemente rappresentativa della maturità di Friedman, che già in quegli anni aveva deciso di focalizzare i suoi interventi sulle modalità di inclusione degli abitanti nella progettazione del loro habitat, in quanto «la partecipazione non è spontanea e non può essere rivendicata di punto in bianco». Se "Utopie realizzabili" rappresenta la summa teorica di questo intenso periodo dell'architetto franco-ungherese, i manuali costituiscono il principale strumento comunicativo destinato a rendere concrete quelle utopie. I manuali si compongono di disegni essenziali, «da lavagna», che possono essere letti e interpretati anche da persone illetterate - circostanza che convinse Indirà Gandhi a stamparne un grande numero di copie e contribuì all'istituzione del Museum of Simple Technology fondato da Friedman a Madras, l'attuale Chennai, alla metà degli anni Ottanta. In "Tetti", l'autore sottopone all'attenzione dei suoi lettori il dato di fatto che i diversi problemi delle città moderne sono il risultato di atteggiamenti irresponsabili nei confronti della terra. Questa tesi, come Andrea Bocco spiega nel saggio in chiusura del volume, era perfettamente in linea con il pensiero di alcuni architetti (fra i quali ricordiamo Christopher Alexander, Enzo Mari, Victor Papanek e Bernard Rudofsky) che in quel momento storico esprimevano una forte critica verso la società industriale. Inoltre, l'autoprogettazione che Friedman ha sempre cercato di promuovere era in sintonia anche con l'idea di convivialità perseguita dal suo «compagno segreto», Ivan lllich. Questo irregolare pensatore mitteleuropeo, con cui in quegli anni aveva stretto amicizia, riteneva infatti che la convivialità fosse «il contrario della produttività industriale», e che l'architettura potesse essere, appunto, uno strumento conviviale, in grado di consentire agli uomini di partecipare attivamente alla creazione della vita sociale. Creandola con le proprie mani.

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