È stato il leggendario agente letterario inglese Gillon Aitken a incoraggiare Guido Mina di Sospiro a scrivere questo libro. Il tema, scomodo, sono gli Anni di Piombo a Milano, ma raccontati in una chiave ironico-beffarda che alla fine risulta particolarmente urticante. I ricordi del liceale adolescente, artistoide e cronicamente intimidito, che si sentiva, nella propria città natale, tanto alieno quanto un venusiano, incontrano le riflessioni di decenni più tardi, ora che tanti documenti sono stati resi pubblici. In quella Milano insanguinata e prossima alla guerra civile l’unico rifugio era la musica, in un periodo, per contrasto, di fermento culturale senza precedenti. Ma a un certo punto neanche la terapia musicale funzionava più, e la sospensione dalla vita sembrava un atteggiamento molto più idoneo. Brillante esempio di narrative non-fiction, Terrore e musica si legge come un romanzo, ma tutto ciò che narra - episodi che oggi sembrano pura follia ma allora erano all’ordine del giorno - è accaduto nella realtà, all’autore e all’Italia di quegli anni.
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