Studioso di scienze naturali e di filosofia, profondo conoscitore del pensiero tedesco da Goethe a Nietzsche e allievo di Brentano e Zimmermann, Steiner approdò alla teosofia nel 1899, divenendone presto uno dei più colti sostenitori. Questo saggio è la sintesi più lucida e raffinata del pensiero teosofico d’inizio secolo, prima delle divergenze fra Steiner e Annie Besant, allora presidente della Società Teosofica, e della fondazione dell’Antroposofia. Investigatore in prima persona del mondo sovrasensibile, fautore di pratiche che non mancò di annotare con precisione, perché il lettore potesse “investigare in prima persona”, Steiner racconta la costituzione corporea, animica-spirituale dell’essere umano, la sua vicenda nei mondi sovrasensibili e il destino che lo attende dopo la morte. L’opera è qui accompagnata da un ampio saggio introduttivo che ce ne dà una valutazione critica spassionata, a partire da un’attenta analisi dei metodi della “conoscenza sovrasensibile” invocati.
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