«Non si può nascondere una storia per sempre. Anche se con la nostra ci hanno provato, eccome se ci hanno provato!». Tra gli anni Cinquanta e Sessanta migliaia di donne incinte ricorsero a farmaci a base di talidomide per contrastare nausee o insonnia. Farmaci, prodotti da un’azienda tedesca, che avrebbero dovuto essere privi di effetti collaterali. Non era così. Gli effetti collaterali ci furono: in decine di Paesi nacquero migliaia di bambini con malformazioni agli arti o agli organi interni. Li hanno chiamati «i figli del Talidomide». Una definizione che nasconde una storia di avidità, di profitti fatti sulla salute di madri e figli, di silenzi, di errori, di bugie, di connivenze, di omertà. Ma è anche la storia di persone per bene che per anni si sono battute perché venisse fatta giustizia. A raccontarla in queste pagine è uno di quei bambini, oggi diventato adulto, la cui vita è stata segnata da un’unica minuscola pastiglia: le vicende del più grande scandalo farmaceutico di tutti i tempi si intrecciano con quelle personali di una famiglia che, come tante, per anni ha cercato la verità nascosta dietro un grande silenzio.
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