La singolare storia raccontata è realmente accaduta, ma rielaborata e inserita in un contesto che è ispirato soprattutto alle memorie dell'autrice. L'ambiente è la conca peligna con le sue tiepide e luminose primavere e i suoi inverni freddi e poveri. Il periodo va dal 1920 alla fine del XX secolo, e attraversa l'inizio dell'era fascista, la guerra, la resistenza, il dopoguerra con la partenza verso altri stati alla ricerca di un più sicuro benessere. Viene ricostruito così un Abruzzo rurale scomparso, con la sua povertà di mezzi e di risorse, ma con la sua grande ricchezza di affetti, solidarietà, forza di reazione alle privazioni e ai dolori. Un mondo che risveglia cocente nostalgia nel lettore che ha avuto modo di viverne gli ultimi anni e, nel lettore giovane, incredula meraviglia e, forse, desiderio di farne rivivere i valori.
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